Direkt zum Inhalt

Initiative für mehr Demokratie - Südtirol / Iniziativa per più democrazia - Alto Adige / Scomenciadia por plü democrazia - Südtirol

Sektionen
Persönliche Werkzeuge
Sie sind hier: Startseite » it » progetti

PROGETTI

Orientamenti per la stesura dei disegni di legge per la disciplina dei referendum regionali, provinciali e comunali nonchè per la riforma dell'autonomia dei Comuni e per il diritto elettorale


Ordine del giorno proposto dal direttivo all'Assemblea generale dei soci del 26-5-2001



1. Progetti riguardanti i nuovi diritti referendari

    1. Condizioni e strategia

Con la riforma dello Statuto di autonomia si dispone della premessa costituzionale per l'introduzione di nuovi diritti referendari, cioè nuovi tipi di referendum popolare a livello provinciale e regionale. Quindi è stata spianata la strada verso una democrazia più avanzata, moderna, aperta, coinvolgente e participativa in Sudtirolo, per una democrazia dei cittadini e delle cittadine. In termini metaforici gli elettori da ora in poi potranno riestrarre la loro scheda elettorale dalle urne per impiegarla nei vari erferendum incidendo cosí in maniera vincolante su singole decisioni politiche.

In base allo Statuto di autonomia può essere introdotta la iniziativa legislativa popolare (refrendum abrogativo e referendum propositivo), il referendum confermativo e il referendum consultivo. Pure sul modo in cui il Consiglio provinciale disciplinerà questi referendum la cittadinanza potrà vigilare con un suo diritto di controllo. La relativa legge provinciale, su richiesta di circa 7.400 elettori o almeno 7 consiglieri provinciali, potrà essere sottoposta ad un referendum confirmativo (approvativo).

Affinchè si renda concreta la prospettiva di realizzare questi nuovi diritti referendari e affinchè vengano disciplinati secondo i principi della democrazia diretta è indispensabile l'impegno forte dell'Iniziativa. I nostri obiettivi possono essere raggiunti con più probabilità tramite la proposta di disegni di legge d'iniziativa popolare al Consiglio provinciale e al Consiglio regionale e, se fosse necessario, successivamente con la richiesta di un referendum confirmativo (approvativo).

Affinchè il diritto referendario possa essere applicato in forme più democratiche anche a livello comunale e per consentire un'armonizzazione dei diritti referendari a tutti i livelli, si deve puntare all'approvazione di una riforma della legge in vigore prevedendo degli standard minimi da salvaguardare nell'interesse del cittadino/a.

Quindi per raggiungere questi obiettivi si propone la seguente strategia, ispirandoci ai risultati raggiunti dall'apposito gruppo di lavoro per la strategia, approvata dal direttivo dell'Iniziativa:

Procedimento a medio termine:

-

Metodo: la disciplina dei vari tipi di referendum verrà inserita in un apposito disegno di legge di iniziativa popolare (progetto di legge pienamente definito) e proposto ai Consigli provinciale e regionale.

-

Iter e calendario:

-

costruzione di un ampio "fronte di aderenti e sostenitori" (personaggi, associazioni, forze sociali ecc.)

-

informazione diffusa a tutta la popolazione ed ai partiti

-

preparazione organizzativa della raccolta delle firme

-

svolgimento della raccolta delle firme

-

campagna di sostegno della raccolta delle firme


Per garantire il successo della campagna progettata bisogna che

1.)

la Rete di democrazia, che consiste dei soci e simpatizzanti dell'Iniziativa (singoli, gruppi locali, organizzazioni) con l'aiuto dell'ufficio di coordinamento riesca:

-

ad ampliare il numero dei soci a 500 come previsto originariamente;

-

a coinvolgere persone di fiducia in ogni comune della provincia;

-

ad ampliare notevolmente il numero delle associazioni sostenitrici.

2.)

Il Laboratorio di democrazia entro la prossima Assemblea generale dei soci (fine ottobre/inizio
novembre 2001) elabori i relativi disegni di legge;

3.)

Si riesca tramite l'iniziativa di formazione politica ad aumentare la sensibilità della popolazione in riguardo a questioni di democrazia diretta.

4.)

l'Osservatorio sulla democrazia garantisca una presenza continua su queste tematiche nei media locali e, con l'ausilio dei propri mezzi (homepage, notiziario ecc.), una costante informazione.


(torna su)

2. Lineamenti di fondo delle leggi sull'iniziativa legislativa e i referendum popolari

2.1. Miglioramento della disciplina giuridica dello strumento della proposta di legge di iniziativa popolare (applicabile anche come primo passo dell'iniziativa popolare indiretta):

-

il Consiglio regionale e il Consiglio provinciale devono occuparsi delle proposte di legge entro un anno dalla sua presentazione da parte dei promotori (norma vincolante);

-

la proposta non deve più decadere alla fine della legislatura;

-

la raccolta delle firme necessarie va fatta secondo regole più libere;

-

devono essere richieste meno firme di quante ne vengono richieste ora.


2.2. Disciplina giuridica dell'iniziativa legislativa popolare (iniziativa popolare diretta)

Qualità: un numero minimo di aventi diritto al voto può proporre l'abolizione totale o parziale o la modifica di una legge provinciale o regionale già in vigore oppure una legge provinciale o regionale nuova con successivo referendum approvativo. Si arriva alla votazione popolare qualora il Consiglio provinciale o regionale non dovesse approvare la legge. Come orientamento di fondo per il regolamento di questo istituto di partecipazione può servire la disciplina vigente sul referendum abrogativo. In concomitanza con la presentazione di disegni di legge di iniziativa popolare la "iniziativa legislativa popolare" si configura come una procedura a due tempi (iniziativa popolare indiretta).

1

Il consenso minimo necessario fra la popolazione non dovrebbe essere troppo ampio per evitare che questo strumento venga utilizzato solo da forti lobby (il 2% ad es.);

2

Le firme necessarie possono essere raccolte senza autenticazione e possono essere controllate sulla loro validità ex post, in base ai dati ricavati dalla carta di identità. Contravvenzioni saranno punite secondo la legge penale. Va consentito un arco di tempo sufficiente per il dibattito pubblico e la raccolta stessa (almeno 4-6 mesi);

3

I cittadini e le cittadine possono proporre disegni di legge o relative modifiche su tutti gli argomenti di competenza del Consiglio provinciale, ad eccezione delle leggi tributarie e sul bilancio nonchè sulla tutela delle minoranze linguistiche.

4

Il Consiglio provinciale, entro un dato termine, può contrapporre un disegno di legge alternativo e quindi sottoporlo in forma abinata alla votazione popolare. Gli elettori in questo caso saranno chiamati a decidere su e di sceglieri fra le due proposte di legge.

5

Un opuscolo di informazione recapitato ad ogni famiglia illustrerà il tema della votazione e le modalità referendarie. Ciò consente l'informazione equilibrata di tutta la popolazione. Nell'ambito di pubblicazioni e manifestazioni predisposte da enti pubblici sull'argomento del referendum va dato ugual spazio e dignità a tutte le posizioni (par condi.).

6

Decide la maggioranza semplice dei voti (nessun quorum né di partecipazione né di consenso).

7

E' previsto un indennizzo dei costi sostenuti per la promozione del dibattito e dell'informazione, commisurato secondo il rispettivo numero di voti dati ai quesiti referendari alternativi.


2.3. Disciplina giuridica del referendum approvativo (facultativo)

Qualità: ogni legge approvata dal Consiglio provinciale entra in vigore solo dopo il termine previsto di un mese, entro il quale gli aventi diritto al voto, in base ad un consenso minimo, hanno il diritto ad approvare o a respingere l'entrata in vigore della legge in oggetto tramite referendum,

1

qualora singoli cittadini/e o un comitato di promotori entro questo termine presenta il numero minimo necessario di firme (per es. il 2% degli aventi diritto al voto) sarà indetto il refrendum su questa legge.

2

questo referendum sarà svolto secondo i principi stabiliti ai punti 2.2.2, 2.2.3, 2.2.5, 2.2.6 e 2.2.7



2.4. Normativa del referendum consultivo

Qualità: un numero definito di aventi diritto al voto (ad es. l'1%) ha il diritto di promuovere un referendum in riguardo a provvedimenti amministrativi della Giunta provinciale di interesse generale, a mozioni o risoluzioni. Questo diritto spetta anche al Consiglio provinciale e alla Giunta provinciale per tutti gli atti di rispettiva competenza. L'esito del referendum non ha effetto vincolante per l'esecutivo, ma conserva carattere consultivo.

1

La richiesta di referendum ha effetto sospensivo per il provvedimento che ne forma l'oggetto.

2

Il referendum si svolge secondo le regole previste ai punti 2.2.2, 2.2.5, 2.2.6, 2.2.7

3

3. Se la Giunta provinciale non si conformasse all'esito del referendum è tenuta a pubblicare e motivare la sua decisione divergente dalla volontà popolare.



2.5. Disciplina del referendum confermativo (approvativo) unicamente previsto per le leggi provinciali che disciplineranno le nuove leggi provinciali sui referendum provinciali.

Affinchè la popolazione possa esercitare il diritto di controllo ad essa attribuita dalla riforma dello Statuto di autonomia, l'applicazione di questo referendum va disciplinato con apposita legge. Visto che in questo caso si tratta di un incarico a legiferare vincolante per il Consiglio provinciale (già sufficientemente delimitato dalle norme statutarie) non si devono temere regole restrittive, e visto che questa norma di applicazione va approvata quanto prima, si propone che l'Iniziativa promuova una relativa proposta di legge interfrazionale, cioè firmata da tutti i consiglieri provinciali interessati.


(torna su)

3. Lineamenti di fondo della normativa sui referendum comunali

La situazione

Il referendum comunale (definito nella dizione tedesca dalla legge "referendum a carattere deliberativo") attualmente è previsto dalla Legge regionale n.1 del 4-1-1993, la quale non lo prevede né obbliga-toriamente né in forma vincolante né prevede degli standard minimi nell'apllicazione concreta da parte dei Comuni. Ciò nonostante 114 Comuni sudtirolesi su 116 hanno introdotto questo strumento, di cui 61 in forma di esito vincolante senza riserve (cioè l'esito del referendum vincola la relativa delibera del Consiglio comunale) e 50 in forma vincolante con riserve. A prescindere dal fatto che nella maggior parte dei Comuni i referendum non possono ancora essere promossi a causa della mancanza delle relative norme di attuazione, in quasi tutti i Comuni della provincia i referendum, all'interno degli statuti comunali, sono stati disciplianti in maniera assolutamente restrittiva (promotori, ammissione dei quesiti, raccolta delle firme, quorum di partecipazione e di consenso). Queste regole non permettono le condizioni elementari per un'applicazione democraticamente dignitosa (informazione, effetto sospensivo per le relative delibere, norme di tutela).


Le nostre proposte

Si propone di promuovere un disegno di legge di iniziativa popolare al Consiglio regionale che preveda l'introduzione del referendum comunale a carattere vincolante per tutti i Comuni del Sudtirolo e del Trentino con i seguenti standard:

Ambito di applicazione

I cittadini e le cittadine hanno lo stesso ambito di diritti decisionali come il Consiglio comunale, ad eccezione del regolamento interno dell'amministrazione e dei rapporti di lavoro con gli impiegati.

Validità della votazione

Decidono gli aventi diritto al voto che partecipano alla votazione. Nessun quorum né di partecipanti né di consensi è previsto.

Coincidenza di elezioni e referendum

Allo scopo di risparmiare costi le elezioni del Consiglio e i referendum possono svolgersi contemporaneamente.

Ammissibilità al referendum

La soglia massima delle firme richieste come consensi per la promozione di un referendum comunale può arrivare al 10% degli aventi diritto al voto. Il numero di firme necessarie andrebbe scaglionato a seconda della dimensione del Comune; per Comuni con una popolazione più numerosa va prevista una soglia massima minore. Il Consiglio comunale può avanzare un referendum con la maggioranza di due terzi. Il tempo utile per la raccolta delle firme dev'essere almeno 4 mesi.

Ammissibilità del quesito

Una commissione nominata dal Consiglio comunale con maggioranza di due terzi, composta da tecnici non legati a partiti, decide della conformità giuridica della richiesta referendaria.

Raccolta delle firme

Le firme possono essere raccolte liberamente in tutti i posti possibili. Il controllo delle firme avviene attraverso campioni effettuati dagli uffici anagrafe in base ai dati forniti con la carta d'identità.

Effetto sospensivo

Dopo l'ammissione del referendum comunale tutti gli atti amministrativi concernenti il quesito del referendum devono essere sospesi.

Informazione della cittadinanza

In collaborazione con i rappresentanti delle posizioni (espressi nei quesiti referendari) il Comune elabora una scheda di informazione, in cui tutti i quesiti sono illustrati in maniera oggettiva. Questa scheda viene recapitata a tutte le famiglie. Nelle manifestazioni e nelle pubblicazioni comunali le varie posizioni vanno illustrate in forma equilibrata (par condicio).

Territorio di riferimento

A seconda dell'argomento un referendum comunale va svolto sull'intero territorio comunale in singole frazioni, singoli quartieri oppure in più comuni.

Norma di tutela

L'esito del referendum può essere rivisto, attraverso un nuovo referendum non prima della decorrenza di tre anni.


(torna su)

II. Proposte relative all'autonomia dei Comuni e al diritto elettorale

1. L'Autonomia dei Comuni

Carenze e difetti nell'autonomia comunale non solo limitano l'ambito decisionale dei consigli comunali ma anche il diritto al voto dei cittadini e delle cittadine. E` fuori dubbio che oggi l'autonomia dei Comuni del Sudtirolo lascia fortemente desiderare. Dopo i confronti con questa problematica fin quí svolti resta ancora poco chiaro in quali ambiti e settori vada ampliata l'autonomia territoriale e finanziaria dei Comuni. Quindi si rende necessario un ulteriore approfondimento coinvolgendo altre persone esperte in questo campo.

La tematica dell'autonomia comunale va comunque seguita con grande attenzione per poter arrivare ad una proposta chiara e convincente di ampliamento dell'autonomia dei Comuni entro un arco di tempo definito. Questa proposta successivamente va tradotta in un'apposita iniziativa politica.


2. Il diritto elettorale

Con la recente riforma dello Statuto di Autonomia il Sudtirolo ha acquisito la competenza di darsi una propria legge elettorale. Da parte dei partiti finora non si è registrato nessun interesse a delle modifiche sostanziale da apportare alla disciplina vigente. La popolazione, però, potrebbe essere interessata a trovare un regolamento che le dia più libertà nella scelta fra i candidati. Gli attributi di una legge elettorale più libera possono essere i seguenti:

1

Un'elezione più libera presuppone la facoltà dell'elettore di intervenire anche nella scelta dei candidati. Ciò significa che la selezione e la nomina dei candidati non può essere lasciata solo ai partiti, ma che tutta la cittadinanza deve poter assegnare il diritto alla candidatura a quelle persone in cui ha fiducia.

2

Un'elezione può essere considerata libera qualora gli elettori possono dare il proprio voto a candidati preferiti indipendentemente dalla lista di appartenenza; cioè gli elettori devono poter scegliere non fra singoli partiti, ma fra persone che intendono eleggere quali loro rappresentanti politici. Attualmente gli elettori non eleggono rappresentanti della popolazione, ma dei partiti. Il caso ideale sarebbe dato se ogni elettore potesse votare fra tutti i candidati un numero di candidati equivalente al numero dei seggi politici da occupare (membri del Consiglio provinciale). In tal modo ogni elettore si eleggerebbe il suo Consiglio "ideale". E` da tenere in considerazione anche il diritto di concentrare i propri voti su singoli candidati (possibilità di voto cumulativo).

3

La forza di un partito, quindi, deve risultare dal numero dei voti espressi ai suoi candidati e non viceversa: cioè il numero dei candidati eletti dipende dai voti dati ad un determinato partito come lo prevede la disciplina attuale.

4

Affinchè il corpo legislativo possa esercitare pienamente la funzione di controllo sull'esecutivo, le due istanze devono essere rigorosamente separate, cioè i membri del governo (Giunta provinciale) non devono essere contemporaneamente membri dell'organo legislativo (Consiglio provinciale). (Sugli ultimi tre punti esistono all'interno del direttivo posizioni diversificati; vengono proposte qui a dibattito.)


Un gruppo di lavoro attualmente sta esaminando in quale misura e in quale forma queste idee di una legge elettorale più libera possano confluire, nell'ambito giuridico vigente, in una nuova legge elettorale. Va analizzato, inoltre, in che misura tali principi siano adatti alla situazione specifica della nostra provincia e quali effetti potranno scaturire. Il risultato di queste riflessioni sarà discusso all'interno di un seminario di studio da svolgere questo autunno e quindi sarà portato alla dibattito della prossima assemblea generale dei soci. Si propone l'elaborazione di una proposta di legge dettagliata che possa essere discussa nella società civile. Solo dopo la piena verifica della consistenza e della coerenza di una tale proposta si dovrà decidere in quale iniziativa politica dovrà essere tradotta.

04. Maggio 2001



PROGETTIAMO LA CAMPAGNA

Cos'è il diritto al voto referendario?

- È il diritto dei cittadini e delle cittadine di prendere decisioni politiche vincolanti: a livello provinciale con la votazione popolare su iniziative legislative e a livello comunale con la votazione civica su proposte di delibera. Questo diritto si estende con poche eccezioni su tutto quello che compete alla rappresentanza politica.
- Il voto referendario è previsto dal nuovo Statuto di autonomia e, benché in modo limitativo, dagli statuti comunali.

Qual'è l'obiettivo della campagna?

- Lanciamo una campagna di informazione e di sensibilizzazione sui nuovi diritti al voto referendario previsti dal nuovo Statuto di autonomia.
- Vogliamo sviluppare una coscienza e una conoscenza tra i cittadini per questo nuovo diritto.
- Presenteremo proposte sull'attuazione di questo diritto in forma di un disegno di legge.
- L'apice della campagna sarà la presentazione delle nostre proposte in forma di disegni legge di iniziativa popolare: sono i cittadini e le cittadine stesse che devono acquisire i loro strumenti e diritti politici!

Quando parte la campagna?

- prima fase:autunno 2001
campagna di informazione
-seconda fase:2002
campagna di presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare

Quali strumenti per la campagna?

Le proposte di legge elaborate dal laboratorio di democrazia, giornale a tiratura alta, un manifesto in tutta la provincia, homepage, incontri, conferenze, tavoli di incontro periodico, programma di presentazione dei nostri obiettivi, occasioni di formazione per attivisti.

Attività parallele alla campagna

- approfondimento della questione dell'autonomia comunale (preparazione di un'azione per la prossima legislatura).
- approfondimento del tema sulla legge elettorale (possibilmente fino al punto da poter sottoporre alla pubblica discussione delle proposte concrete).

(torna su)

Erstellt von: dirdemdi
Zuletzt verändert: 2006-03-17 04:10 PM
 

Powered by Plone

Diese Seite erfüllt die folgenden Standards: