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Initiative für mehr Demokratie - Südtirol / Iniziativa per più democrazia - Alto Adige / Scomenciadia por plü democrazia - Südtirol

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Audizione pubblica

L’Iniziativa per più democrazia ha svolto un’audizione pubblica, tenuta dalla dr.ssa Nadja Braun, giurista e collaboratrice della Sezione diritti politici della Cancelleria federale elvetica. Ella ha illustrato come viene attuata la democrazia diretta in Svizzera ed ha inoltre delineato alcune regole per l’applicazione di una democrazia partecipata ben funzionante.

L’audizione svoltasi venerdì 29 settembre si è sviluppata in due tempi: inizialmente Stephan Lausch, coordinatore e Thomas Benedikter, membro del direttivo dell’organizzazione, hanno fatto il punto della situazione descrivendo come si è arrivati alla legge provinciale vigente dal 15 dicembre 2005, ottenuta grazie alle pressioni dell’Iniziativa per più democrazia e ne hanno poi elencato in dieci punti le lacune principali e le proposte di modifica (vedi allegato).

 

La Dr.ssa Nadja Braun ha poi preso parola, descrivendo i meccanismi che muovono  la democrazia diretta in Svizzera e sottolineando le differenze con l’attuale legge deliberata dal Consiglio provinciale. In particolare la giurista ha messo in evidenza quanto la con l’attuale legge in Alto Adige sia necessario raccogliere una quantità di firme maggiore in un arco di tempo più delimitato rispetto alla realtà svizzera. Ha evidenziato inoltre il fatto che un quorum di partecipazione previsto dalla legge provinciale nella misura del 40% non sussiste affatto in Svizzera. Come illustrato dalla giurista, infatti, l’astinenza dal voto è considerata legittima sia perché è contemplato il fatto che l’elettore possa voler delegare i suoi concittadini su quesiti sui quali non si sente competente o ai quali non è interessato, sia perché il classificare il non-voto come una contrarietà al quesito referendario è considerato antidemocratico, poiché non rispecchia il volere popolare.

 

In aggiunta, in terra elvetica è presente il referendum vero e proprio esercitabile sulle leggi varate dall’assemblea parlamentare e che non esiste nella nostra regione se non limitatamente rispetto alle leggi sulla forma di governo locale. Per quanto riguarda le questioni di interesse pubblico come la realizzazione di grandi opere per esempio, il parere popolare non è interpellabile con l’attuale legge. Cosa che in Svizzera invece viene frequentemente svolta con successo.

 

Un’altra fondamentale differenza sta nella partecipazione del parlamento: in Svizzera gli organi di rappresentanza possono formulare una controproposta all’Iniziativa popolare da proporre all’elettorato al momento del voto. Questo aspetto, assente nella nostra legislazione, che viene tra l’altro incluso nella proposta di legge dell’Iniziativa per più democrazia, permetterebbe un dialogo tra cittadinanza ed istituzioni sicuramente proficuo per una buona dirigenza politica dell’Alto Adige.

 

Queste differenze di fondo sono giustificate da un approccio profondamente diverso da parte delle autorità elvetiche, in quanto il volere popolare e  la semplicità burocratica e formale dei processi di partecipazione politica della cittadinanza vengono posti in primo piano a dispetto dell’onnipotenza dei rappresentanti politici.

 

In seguito ad una breve pausa Nadja Braun ha risposto a diverse domande del pubblico composto soprattutto da rappresentanti di organizzazioni, che si è mostrato molto interessato all’argomento. È emersa un’interessante discussione su possibili applicazioni della democrazia diretta in Alto Adige e su attuazioni pratiche della stessa.

Per chi volesse aggiornarsi sull’argomento può visitare il sito internet dell’Iniziativa per più democrazia www.dirdemdi.org .

 

 

 

 

Stephan Lausch

(coordinatore dell’Iniziativa)


Zuletzt verändert: 2006-10-06 05:08 PM
 

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