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Comunicati stampa


19.06.2003 - dirdemdi.org
Urgente una riforma delle regole degli strumenti referendari per ampliare e migliorare la democrazia diretta

Il referendum in Italia di questa domenica ha nuovamente evidenziato l’urgente necessità di riforme da apportare agli strumenti referendari a livello nazionale.


In sintesi le modifiche necessarie più importanti rispetto alla situazione attuale sono le seguenti:

Va introdotta il referendum come mero strumento di controllo preventivo con il quale si può portare al voto una delibera dell'organo di rappresentanza prima che questa entri in vigore.

Va introdotta l'iniziativa legislativa popolare (referendum propositivo) con la quale la popolazione può deliberare con il voto referendario su un proprio disegno di legge popolare. Attualmente la "proposta di legge di iniziativa popolare" può anche non essere presa in considerazione dal Parlamento.

Va abolito il quorum di partecipazione (attualmente il 50% degli aventi diritto al voto). In Svizzera chi partecipa al referendum ne decide l'esito e non chi sta a casa. Non va più premiata l'astensione e la non-partecipazione, né va incentivato il boicottaggio dell'esercizio di un diritto democratico fondamentale come ripetutamente è accaduto in Italia visto che uno dei punti qualificanti della Democrazia Diretta è il dibattito pubblico svolto prima della votazione referendaria.

Ogni avente diritto al voto, a prescindere dall'informazione offerta dagli organi di informazione, ha il diritto di essere informato oggettivamente sui contenuti del referendum. Questo diritto può essere garantito tramite l'invio di un "opuscolo di votazione", elaborato dall'ente pubblico, che venga recapitato agli aventi diritto al voto qualche settimana prima del referendum, nel quale si spiegano in forma neutrale il contenuto della proposta, le ragioni dei fautori e degli oppositori.

Nel caso venissero utilizzati fondi pubblici per la pubblicità a una delle due posizioni in questione, va riconosciuto un contributo pubblico della stessa entità anche ai fautori della posizione contrastante.

La raccolta delle firme necessarie per richiedere un referendum va facilitata, permettendo di raccoglierle dappertutto, e non solo nei municipi. Le firme devono poter essere autenticate non solo da funzionari comunali, ma da ogni cittadino che si può far delegare dal sindaco. Il numero delle firme non deve essere troppo alto: 7.500 per il referendum, 10.000 per l'iniziativa, queste cifre corrispondono più o meno al numero di voti necessari per conquistare un seggio pieno nel Consiglio provinciale.

I cittadini e le cittadine devono potersi avvalere dell'ufficio legale istituzionale in ugual modo come i rappresentanti politici nel loro lavoro quotidiano; in questo modo i cittadini possono presentare dei disegni di legge ineccepibili sotto il profilo giuridico e qualitativamente valide.

In Alto Adige lo Statuto di Autonomia da piena libertà alla Provincia di disciplinare la Democrazia Diretta a livello provinciale. Per evitare che la futura legge che regolerà gli strumenti referendari a livello provinciale sia insoddisfacente la nostra organizzazione, supportata da oltre trenta associazioni, ha lanciato un proprio disegno di legge di iniziativa popolare che garantirebbe la piena applicabilità dei diritti referendari. Questo disegno di legge può essere firmato da ogni avente diritto al voto in provincia di Bolzano fino la metà di settembre presso il proprio Comune di residenza.

Erstellt von: dirdemdi
Zuletzt verändert: 2006-03-17 01:11 PM
 

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