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Initiative für mehr Demokratie - Südtirol / Iniziativa per più democrazia - Alto Adige / Scomenciadia por plü democrazia - Südtirol

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STORIA DELL'INIZIATIVA


L'Iniziativa per più democrazia è nata nel 1994 come comitato fondato dai rappresentanti di 14 organizzazioni ...

L'Iniziativa per più democrazia è stata sostenuta dal 1994 da:


Arche B-Associazione di bioedilizia

KVW

Asterisco

Movimento Federativo Democratico

Federazione Protezionisti Altoatesini

Rete dei Comitati civici

Giuristi Democratici

SOS Dolomites

Interessengemeinschaft für Impffreiheit

Südtiroler Bildungszentrum

Italia Nostra Alto Adige e Trentino

Verband der Schülereltern

V.K.E.



... allo scopo di ottenere, con due proposte di iniziativa popolare, l'ampliamento degli strumenti di democrazia diretta nella regione, nella provincia e nei comuni:

1.) In provincia e in regione l'iniziativa legislativa propositiva:

dunque la possibilità per coloro che hanno diritto di voto di presentare alla Provincia una proposta di legge, qualora essa sia sostenuta dalla raccolta di 2000 firme (nella regione 4000), e la possibilità con un'ulteriore raccolta di firme (8000/15000) di attuare una votazione popolare su questa proposta di legge, se essa non è stata accolta dal legislatore.
Oggi una proposta di legge elaborata con tanti mesi di lavoro accurato dai cittadini e dalle loro organizzazioni può essere spazzata via come niente dal legislatore. Solo una massiccia adesione alle presenti proposte di iniziativa popolare potrà convincere i politici a cedere la loro prerogativa sul potere di decisione.

2.) Nei comuni la delibera civica:

cioè che gli statuti comunali devono prevedere il diritto a una votazione popolare con carattere deliberativo e anche che in una tale votazione ci sia la possibilità di decidere su proposte delle cittadine e dei cittadini su modifiche dello statuto. Con gli attuali statuti comunali i cittadini sono stati messi di fronte al fatto compiuto: le regole del gioco della politica comunale, i diritti e doveri dei cittadini e degli amministratori una volta di più sono stati calati dall'alto. Secondo la legge vigente i cittadini anche in futuro non avranno da dir nulla in proposito. Invece dovrebbero avere la possibilità di adeguare gli statuti alle proprie idee e aspettative. Solo così esse possono, come costituzione del Comune, diventare ordinamento vivo e sempre rinnovabile di una collettività.


Nei mesi da marzo fino ad agosto del 1995 l'Iniziativa raccolse su strade, piazze e nelle sale comunali circa 5000 firme autenticate di cittadini e cittadine, in Alto Adige e in Trentino, in adesione alle due proposte (4000 firme sono previste come numero minimo dalla legge). Così l'Iniziativa poté portare in Consiglio regionale i testi di legge. La presidenza del Consiglio regionale presieduto da Oskar Peterlini deliberò l'ammissione delle proposte nonostante il parere critico e negativo di esperti esterni che definirono le leggi non conformi alla Costituzione. La Commissione legislativa presieduta da Roland Atz si occupò in seguito, in tre sedute, dei disegni di legge. Fu organizzata un'audizione in cui alcuni esperti spiegarono la materia e informarono i membri della Commissione. L'Iniziativa era rappresentata dal prof. Toniatti (rettore della facoltà di giurisprudenza dell'università di Trento) e da Andreas Gross (membro del Consiglio nazionale svizzero e sostenitore della democrazia diretta noto in tutta Europa). Già in questa occasione apparve chiaro che la grande maggioranza dei consiglieri regionali non mostrava alcun interesse per le proposte della cittadinanza e che non aveva nemmeno l'intenzione di occuparsene e di informarsi sulla materia. All'inizio del 1996 la Commissione legislativa inoltrò, senza previa discussione, i due disegni di legge al Consiglio regionale dando parere negativo senza nemmeno motivarlo. Nel maggio dello stesso anno l'Iniziativa organizzò un simposio internazionale della durata di due giorni al quale parteciparono 13 relatori. Furono trattati i fondamenti della democrazia diretta, i tentativi in altri paesi europei di introdurla, le sue prospettive in Italia ed esempi pratici dalla Svizzera e Baviera. Nel novembre del 1996 l'opposizione, con una proposta di deliberazione, poté imporre l'obbligo volontario da parte del Consiglio regionale di trattare le due proposte di legge di iniziativa popolare entro i sei mesi successivi. In vista della discussione nel Consiglio regionale, l'Iniziativa svolse un assiduo lavoro di convinzione presso gli interessati a favore del diritto decisionale diretto dei cittadini e delle cittadine, soprattutto presso le associazioni, le federazioni, e la società civile organizzata.


Dal 1996 l'Iniziativa per più democrazia è stata inoltre sostenuta da:


Alpenverein Südtirol

Gruppo d'iniziativa 'Per una Chiesa più umana'

ANMIC

Legambiente Trentino-Alto Adige

ARGENUP
Ökoinstitut Südtirol/Alto Adige
ASGB

Federazione delle associazioni giovanili

AGB/CGIL, SGB/CISL, SGK/UIL

Associazione studenti/esse universitari/e sudtirolesi

WWF Alto Adige

Gruppo ecologista della Val Venosta

Centro Tutela Consumatori Utenti


Nel novembre del 1997, con rilevante interesse dei mass-media, si passò finalmente al trattamento delle due proposte popolari nel Consiglio regionale. Il fatto era abbastanza sorprendente, considerando la evidente tattica temporeggiatrice assunta dai partiti della maggioranza. L'Iniziativa esortò i rappresentanti ad appellarsi alla propria responsabilità di delegati nei confronti dei loro elettori e di votare secondo la propria coscienza e non secondo la disciplina di partito. Nel corso del dibattito si stagliò un compatto consenso dei partiti dell'opposizione a favore delle due proposte popolari ed una netta spaccatura entro la maggioranza di governo, soprattutto all'interno della SVP. Parte degli Arbeitnehmer di questo partito, Frasnelli, Kaslatter Mur e Achmüller, si pronunciarono a favore delle proposte. La votazione per il disegno di legge che prevedeva l'introduzione della decisione popolare su disegni di legge presentati su proposta popolare, era molto contesa e con esito incerto fino all'ultimo momento. Infine la legge fu approvata con la maggioranza di un solo voto. Durante il dibattito dei singoli articoli è stato introdotto nel disegno di legge il quorum di partecipazione del 50% come previsto per i referendum nazionali. Non fu invece approvata per un solo voto, il giorno dopo, la seconda proposta di legge, quella che prevedeva la delibera civica vincolante per i consigli comunali e la possibilità per le cittadine e i cittadini di votare su emendamenti dello statuto comunale. Un mese dopo il governo nazionale respinse la prima proposta, quella che prevedeva la decisione popolare a livello provinciale, per dubbio di costituzionalità, rinviandola al Consiglio regionale. Questi, ora, avrebbe dovuto riprendere il dibattito su questa legge, cosa che avvenne molti mesi dopo, nel giugno del 1998, e solo dopo che l'Iniziativa minacciò di presentare denuncia contro il presidente del Consiglio regionale, Peterlini, e il presidente della Commissione legislativa, Atz, per omissione degli atti d'ufficio del dovere d'esercizio delle proprie funzioni. Sebbene l'Iniziativa avesse presentato una proposta di modifica al testo di legge respinto, tenendo conto così delle obiezioni sollevate dal governo di Roma, il Consiglio regionale, nel giugno del 1998, rigettò definitivamente la proposta di legge di iniziativa popolare. Esso, agendo così, ha rinunciato a insistere sulla sua competenza di fronte al governo italiano di introdurre la decisione popolare e di coinvolgere in seguito la Corte costituzionale, ultima istanza decisionale per chiarire la questione della competenza.


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Erstellt von: dirdemdi
Zuletzt verändert: 2006-03-21 02:24 AM
 

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