Iniziativa per più democrazia - Alto Adige
1° anniversario
del primo referendum provinciale in Alto Adige

Assemblea provinciale
delle
cittadine e dei cittadini per una legge migliore
sulla democrazia diretta
sabato 23 ottobre 2010
dalle ore 9.30 alle ore 12.00
Filmclub Bolzano, Via Dr. Streiter, Bolzano
il manifesto da scaricare

La legittimità della decisione di non ammissibilità della richiesta referendaria su una proposta di riforma della
legge sulla democrazia diretta rimarrà dubbia.
La responsabilità di ciò ricade sul consiglio provinciale.
La Commissione provinciale referendaria decide:
i cittadini sulle regole d’esercizio della democrazia non hanno voce in capitolo.
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| MODIFICHE ALLA LEGGE PROVINCIALE 18 NOVEMBRE 2005, N. 11, RECANTE “INIZIATIVA POPOLARE E REFERENDUM” “1. La Commissione per i procedimenti referendari procede all’esame di ammissibilità entro 60 giorni dalla data di presentazione della richiesta di un referendum, pronunciandosi espressamente e motivatamente in merito alla competenza provinciale della materia oggetto del referendum, alla conformità della richiesta alle disposizioni della Costituzione, dello Statuto speciale e ai vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali nonché in merito ai presupposti e ai limiti previsti dalla presente legge.” |
i nostri argomenti:
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La minoranza italiana che ha nella democrazia diretta
il suo punto di forza
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Il direttivo e membri dell’Iniziativa per più democrazia di lingua italiana sono di ritorno da un viaggio di studio a Poschiavo. La Valposchiavo è una della quattro valli nelle quali si concentra la minoranza di lingua italiana del cantone dei Grigioni, cantone di nascita della Svizzera stessa, adiacente alla nostra provincia, e in particolare luogo di nascita del concetto di democrazia diretta. |
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Consegnata lettera aperta ai Consiglieri provinciali:
"Vogliamo che inizino finalmente i lavori per un miglioramento della legge vigente sulla democrazia diretta !"
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Martedì 1° giugno è stata consegnata dai rappresentanti dell'Iniziativa per più democrazia al Presidente del Consiglio provinciale Dr. Dieter Steger una lettera aperta indirizzata ai consiglieri provinciali firmata da un folto numero di organizzazioni culturali, sociali, ambientaliste e sindacali. Con la lettera aperta si sollecita l'avvio dei lavori in Consiglio sulla promessa riforma della legge che regola i diritti referendari. L'Iniziativa ha nuovamente ribadito di voler contribuire alla stesura di una proposta di riforma, sostenuta da un largo consenso delle varie forze politiche e ha indicato quali sono gli elementi essenziali e irrinunciabili di tale riforma. Visto che la SVP ha promesso di voler presentare una proposta di miglioramento dell'attuale normativa e ha annunciato di voler coinvolgere a tal fine tutte le forze politiche interessate, queste da diversi mesi stanno aspettando che la SVP avvii i lavori in tal senso. |

Clausole di tutela per la minoranza italiana
presentata richiesta di referendum su
un disegno di legge di riforma dell'attuale regolamento
il testo integrale del comunicato stampa
il disegno di legge di riforma
la relazione accompagnatoria
breve descrizione del disegno di legge

Iniziativa per più
democrazia: più italiano il nuovo direttivo.
14a Assemblea dei soci dell'Iniziativa per più democrazia
Sabato 27 febbraio 2010,
sala conferenze nel Vecchio Municipio di Bolzano
I soci dell’Iniziativa per più democrazia, provenienti dai quattro angoli della provincia, si sono riuniti in gran numero a Bolzano lo scorso fine settimana per l’assemblea annuale: all’ordine del giorno l’elezione del nuovo direttivo ed i prossimi passi da compiere tenendo conto del risultato del referendum dello scorso ottobre (delibera approvata in assemblea).
Il direttivo dell’Iniziativa per più democrazia è composto da 9 persone, 4 delle quali sono ora di madrelingua italiana. “Un segnale forte – spiegano Marco Tavernar e Raffaella Zito, membri del nuovo direttivo – che è una risposta ai timori che gli strumenti di democrazia diretta possano essere usati contro la minoranza italiana”.
Un passo determinante in questo senso sarà anche l’impegno dell’Iniziativa affinché nella legge provinciale che regola gli strumenti di democrazia diretta sia introdotta un’apposita clausola a difesa delle minoranze linguistiche. Questa viene vista come uno dei presupposti assolutamente necessari affinché nella nostra provincia il diritto di partecipazione democratica dei cittadini sia assicurato a vantaggio di tutta la popolazione.
Al fine di rendere effettivamente praticabile e efficace il referendum come strumento di partecipazione popolare, l’Iniziativa per più democrazia punta ora in modo limitato e mirato:
· all’abbassamento del quorum;
· all’introduzione del referendum su determinate decisioni della giunta provinciale;
· all’assicurazione di un’informazione istituzionale obiettiva.
Per portare avanti questi elementi di riforma assolutamente necessari l’Iniziativa per più democrazia si sta preparando a rivolgersi al Consiglio provinciale con le proprie proposte nonché di posizionarsi per una nuova iniziativa referendaria nel caso queste proposte minime non dovessero essere recepite.
Nel corso della riunione di sabato è stato comunicato all’assemblea dei soci che il debito di 60 mila euro, prodotto dall’impegno per il referendum del 2009, è stato saldato grazie alle donazioni soprattutto di singoli cittadini ma anche di organizzazioni sostenitrici. Anche in questo senso l’Iniziativa ha constatato quanto grande sia l’apprezzamento per il lavoro che sta portando avanti a favore della partecipazione democratica.
Forte di un direttivo in larga parte rinnovato, nel quale sono rappresentati equamente i gruppi linguistici, i generi e i comprensori, l’Iniziativa continuerà il suo lavoro con rinnovato entusiasmo. Tra le attività di quest’anno ci saranno le consulenze per migliorare gli strumenti di partecipazione nei Comuni, dove, in seguito al referendum, l’interesse su questo fronte è notevolmente cresciuto. Particolare sarà anche l’impegno di sensibilizzazione e di informazione verso la popolazione di lingua italiana.
Raffaella Zito
(membro del direttivo)
Documenti presentati all'assemblea:
- rapporto sull'attività 2009 dell'Iniziativa
- chiusura contabile 2009
- relazione accompagnatoria contabile
- relazione dei revisori dei conti (in tedesco)
- distinta delle entrate e uscite per la campagna referendaria
- bilancio preventivo ordinario 2010
- il programma attività 2010 deliberato dall'Assemblea
Il nuovo direttivo in ordine dei voti espressi: Cornelia Dell’Eva, Raffaella Zito, Otto von Aufschnaiter, Karl Zerzer, Marco Tavernar, Bernd Karner, Claudio Campedelli, Pinuccia Di Gesaro (sospesa per incompatibilità), Karl Berger e i membri ausiliari: Erwin Demichiel e Marlene Stein.

Oltre i partiti e le elezioni
Soprattutto in un momento come l'attuale, quando i partiti, ormai lontani dalla gente, si presentano ognuno come se fosse l'unica salvezza del paese e la popolazione manifesta una totale resa alle decisioni di pochi, con un crescente rifiuto per la partecipazione politica.
Eleggere un esponente politico significa, in fin dei conti, deporre il proprio volere nelle mani di altri, consegnare ad altri la responsabilità e la competenza sulle decisioni. Nelle votazioni referendarie invece i cittadini hanno la dignità di soggetti autonomi.
Voto referendario significa: votare per decidere!
Queste sono le ragioni per le quali l’Iniziativa per più democrazia, assieme all’Alleanza delle 40 organizzazioni sostenitrici di una legge migliore sulla democrazia diretta, attende con grandi aspettative il primo referendum propositivo provinciale che si svolgerà nel 2009, e invita tutti i cittadini a guardare più lontano delle elezioni.
C’è una possibilità oltre i partiti, e siamo noi stessi!
Fai sapere all'amministrazione comunale di Bolzano come vuoi partecipare alle decisioni politiche!
Scegli una cartolina e spediscila via e-mail al Comune di Bolzano. Con esse rivendichi il diritto di poter partecipare anche alle decisioni sull'urbanistica e sullo stesso Statuto comunale, di chiedere un adeguato numero di firme necessarie per indire un referendum nonché una semplificazione della raccolta delle firme e l'abolizione del quorum o almeno il suo sensibile abbassamento. Come funziona?
1. se clicchi sulle parole sopra le cartoline (partecipazione, statuto ...), puoi scaricare le cartoline sul Tuo pc e salvarle;
2. se clicchi sulla cartolina, si apre la scheda e-mail con l'indirizzo dell'ufficio competente del Comune;
3. puoi scrivere i tuoi suggerimenti o semplicemente allegare la/le cartolina/e alla scheda e-mail.
| partecipazione | statuto | firme | quorum |
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le nostre rivendicazioni per la revisione dello Statuto comunale di Bolzano
LO STATUTO COMUNALE RIGUARDA DA VICINO TUTTI NOI!
Oltre all’organizzazione e al funzionamento dell’amministrazione pubblica, lo Statuto Comunale definisce i nostri diritti di cittadini, fissando le modalità e i limiti della partecipazione popolare.
Vi invitiamo ad approfittare di questa opportunità per discutere con l'amministrazione comunale le vostre proposte ed osservazioni sulla presente proposta di revisione statutaria.
Gli emendamenti elaborati dalla nostra „Iniziativa“, che trovate qui, fanno capire quanto sia importane che tante associazioni e cittadini/e facciano sentire la loro voce per migliorare questa proposta.
IL COMUNE SIAMO NOI!
NON PERDIAMO L’OCCASIONE DI PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLO SVILUPPO DELLA NOSTRA CITTÀ.

Più potere ai cittadini ampliando i diritti referendari
L’elettorato italiano un mese fa con l’elezione
del nuovo Parlamento ha fatto una scelta chiara su chi dovrà rappresentarci e
governarci in questa nuova legislatura. Ma aldilà delle procedure e ritualità
della politica rappresentativa, resta aperta la sfida di dare più spazio alla
partecipazione diretta dei cittadini alla politica. Come superare il disagio
diffuso fra la cittadinanza che si vede privata di ogni possibilità di incidere
direttamente sulle decisioni politiche, dato che neanche il referendum
abrogativo da più di 10 anni non sortisce più risultati? Una delle risposte è
un deciso rilancio della democrazia diretta, che non significa smontare il
sistema rappresentativo o ridurre eccessivamente il ruolo dei partiti, né
affidarsi alla sola “antipolitica” della protesta populista. Significa invece,
dopo un decennio di esperienze frustranti con 16 quesiti referendari naufragati
a causa del quorum di partecipazione, ridare spessore ed efficacia agli
strumenti referendari, affinché i cittadini, ad ogni livello di governo,
possano effettivamente decidere ogni volta che essi lo ritengono urgente e
necessario. (vedi il testo integrale)
La democrazia diretta migliora la democrazia rappresentativa
„È evidente una forte azione migliorativa e disciplinante verso la democrazia rappresentativa se le cittadine e i cittadini possono attivarsi con un completo, ben praticabile e di conseguenza effettivo strumentario referendario anche senza che necessariamente questo venga utilizzato in continuazione. La maggioranza politica non può rischiare di essere sconfessata ripetutamente dal referendum non curandosi con le proprie decisioni della volontà dei cittadini. Non può rischiare continuamente di essere emarginata da iniziative legislative popolari non dando delle risposte su questioni incombenti. Consapevole del possibile intervento referendario dei cittadini la maggioranza politica sarà portata a preparare le proprie decisioni badando premurosamente ad una condivisione maggioritaria nella popolazione.
Tale effetto preventivo della democrazia diretta lo si avrà soltanto se questa può essere esercitata in modo efficace."
Questo è uno dei messaggi centrali di Claude Longchamp, lo storico svizzero, politologo, studioso della comunicazione, colui che nella televisione svizzera ha commentato ben oltre 100 votazioni referendarie. Negli incontri avvenuti all'inizio di febbraio egli ha trasmesso alla cittadinanza interessata la sua valutazione degli effetti della possibilità di azione politica diretta dei cittadini attraverso strumenti di democrazia diretta. Ha tracciato un quadro incoraggiante, che mette in evidenza quanto sia necessario proprio nell'attuale situazione politica che i cittadini si possano avvalere di un ben praticabile strumentario referendario.


Claude Longchamp
Ambasciata Svizzera a Berlino / in occasione dell'anniversario di Einstein 2005

La democrazia in
Svizzera certamente non è compiuta ma è avanti un bel pezzo rispetto a tutti
gli altri paesi. Ci poniamo allora la domanda quale sia allora la condizione di
questa democrazia in tempi che conoscono la libertà più come la libertà di
consumare che non quella di agire politicamente e che cerca sicurezze più
nell’asserragliarsi che non nella cura e l’attuazione di una cultura di diritto
e di valori etici? Questa democrazia è ancora in grado di dare ai cittadini la possibilità di
curarsi della propria libertà e sicurezza, la sanno loro utilizzare per il proprio bene?
Una democrazia partecipativa è possibile
se le cittadine e i cittadini lo vogliono!
Nell’anno che si chiude i cittadini dell’Alto Adige
hanno realizzato qualcosa di straordinario che finora era ed è ancora nel resto
dell’Italia qualcosa di inaudito: Decideranno in un voto referendario i
cittadini stessi sulle regole che dovranno valere per l’attuazione dei nuovi
diritti di partecipazione politica diretta. Hanno acquisito questo diritto con
duplice legittimazione in quanto è stato raccolto il doppio del numero di firme
richiesto dall’attuale legge provinciale a favore del referendum propositivo
per una legge migliore sulla democrazia diretta. Il diritto che dà questa
opportunità ai cittadini se lo sono acquisiti loro stessi.
L'Iniziativa prende posizione
sulla riforma del diritto elettorale -
le regole
del gioco della democrazia rappresentativa secondo la prospettiva dei cittadini
e delle cittadine
Prendere in considerazione finalmente un voto non legato a candidati di una sola lista, una nomina dei candidati libera (pre-elezione), una riduzione dei privilegi, la separazione dei ruoli tra Consiglio e governo provinciale sono condizioni basilari per rendere più democratica e pragmatica la politica!
Il lungo cammino verso una democrazia diretta ben praticabile in Alto Adige
proposta di legge di iniziativa popolare |
14 organizzazioni |
4.800 firme | Recepita dal Consiglio regionale, respinta invece dal Governo italiano |
proposta di legge di iniziativa popolare | 30 organizzazioni | 6.300 firme | È stata promossa l’approvazione della legge provinciale sulla democrazia diretta, oggi in vigore, è stata però respinta la proposta di iniziativa popolare stessa |
referendum propositivo 2007 |
40 organizzazioni |
26.000 firme | La proposta di una nuova legge sulla democrazia diretta arriverà al voto referendario nel 2009, il quale sarà valido se parteciperà il 40% degli aventi diritto al voto |
Mai come ora con questo successo siamo però posti innanzi ad una sfida così impegnativa: vincere il voto referendario nel 2009, al quale saranno chiamati a partecipare tutti gli aventi diritto al voto a livello provinciale, dovendo superare il quorum di partecipazione del 40%, il che significa che dovranno andare alle urne non meno di 160.000 cittadine e cittadini. Tutto l’inestimabile valore che potremo guadagnare con questa consultazione referendaria lo possiamo però anche perdere nella delusione di un voto fallito per mancanza di partecipazione.
Siamo convinti che sia vantaggioso per una politica ragionevole e rispettosa dei cittadini che tutti abbiano la possibilità di parteciparvi, e lo stesso pensiamo che valga anche per la nostra causa: la via migliore la troveremo insieme.
Cittadine e cittadini della nostra provincia vogliono e potranno ora effettivamente decidere con il voto referendario nel 2009 in base a quali regole in futuro vorranno prendere loro stessi delle decisioni politiche in forma diretta su questioni concrete che ritengono di dover essere determinati da loro stessi!
Dopo il controllo delle 26.000 firme consegnate a sostegno della richiesta di referendum su una legge migliore per la democrazia diretta, la Commissione dei giudici competente ha stabilito che si possa procedere verso il voto referendario. Ne è seguita subito la comunicazione della decisione da parte del Presidente della Giunta provinciale di voler sottoporre al voto referendario le attuali cinque richieste di referendum in una sola tornata referendaria nell'anno 2009.
vedi comunicato stampa e ulteriori dettagli (in elaborazione)
- aggiornato al 21 luglio 2007 -
26.000 cittadine e cittadini
hanno firmato entro i termini stabiliti dalla legge la richiesta di referendum propositivo su una proposta di legge migliore per la democrazia diretta in Alto Adige!
Le 56 promotrici e promotori, sostenuti da 40 organizzazioni, sono così riusciti a dimostrare che un numero di cittadini ben superiore del doppio di quanto stabilisce la legge provinciale vuole decidere esso stesso se la proposta di legge di iniziativa popolare debba sostituire l'attuale legge. Il voto referendario si effettuerà in base a quanto prescrive l'attuale legge presumibilmente non prima dell'autunno 2009 in quanto non si hanno da svolgere atti in riferimento a referendum 12 mesi prima e 6 mesi dopo le elezioni provinciali.
Via libera per cercare il consenso delle cittadine e dei cittadini!
Il collegio dei giudici incaricato della valutazione di ammissibilità della richiesta di referendum propositivo sulla nostra proposta di legge popolare per una migliore regolamentazione della democrazia diretta presentata nel dicembre 2006 ha dichierato il nulla osta all'iter previsto dalla legge.
Quindi può partire la raccolta di almeno 13.000 firme autenticate.
(vedi comunicato stampa)
Parte l'iniziativa popolare 2007
"Una legge migliore sulla democrazia diretta" - presentata richiesta di referendum propositivo
L'Iniziativa per più democrazia attua così quanto aveva annunciato al momento del varo della legge provinciale in luglio 2005 non ritenuta effettivamente utile al fine di una valida partecipazione diretta dei cittadini alla determinazione della politica locale: "Utilizzeremo il referendum propositivo previsto da tale legge per lasciar decidere le cittadine e i cittadini stessi se vogliono decidere secondo quali regole vorranno codeterminare in futuro le scelte politiche a livello provinciale."

56
promotori hanno firmato la richiesta di referendum propositivo il 15 dicembre, cioè precisamento un anno dopo l'entrata in vigore del disegno di legge provinciale che non soddisfa la aspettative di partecipazione politica diretta dei cittadini. Questo è avvenuto in presenza del Presidente del Consiglio provinciale Riccardo dello Sbarba che si è messo a servizio dei cittadini autenticando, come richiesto, le loro firme (vedi comunicato stampa).

Il Comitato dei promotori
Walther Andreaus, Christine Baumgartner, Rudolf Benedikter, Thomas Benedikter, Karl Berger, Anita Bozzetta, Thomas Bracchetti, Walter Casotti, Thomas Clementi, Salvatore Cavallo, Hubert Comploi, Luigi Costalbano, Alessandro Cosi, Sara D’Agostini, Diego Delmonego, Fabio De Gaudenz, Emmy Delazer, Oswald Eisenstecken, Maria Teresa Fortini, Pierluigi Gaianigo, Josef Gruber, Gerda Gius, Gerda Fulterer, Robert Hochgruber, Elisabeth Ladinser, Oswald Lang, Gianni Lanzinger, Stephan Lausch, Markus Lobis, Francesca Miori, Annamaria Molin, Josef Oberhofer, Werner Palla, Johanna Plasinger, Doriana Pavanello, Andreas Penn, Maria Theresia Pernter, Christine Pichler, Roberto Pompermaier, Diego Poggio, Andrea Righi, Martin Schweiggl, Simonetta Stringari, Andrea Terrigno, Hugo Terzer, Sybille Tezzele Kramer, Liliane Trentinaglia, Donatella Trevisan, Christian Troger, Martin Vieider, Otto von Aufschnaiter, Anton von Hartungen, Claudio Vedovelli, Luis Vonmetz, Manfred Weger, Roman Zanon
Fino al momento della presentazione della richiesta 36 organizzazioni hanno deciso di voler sostenere l'iniziativa popolare:
L'alleanza per più democrazia
ACLI
AGO
ALU Arbeitsgemeinschaft Lebenswertes
Unterland
Arche B Associazione bioedilizia
ASGB
Associazione ambiente e salute
AVS Alpenverein Südtirol
Bund Alternativer Anbauer
Lega delle Cooperative/Bund der Genossenschaften
CGIL/AGB
Cittadinanza attiva
Comitato per la difesa e il rilancio della
Costituzione
Federazione degli ambientalisti
democracy international
Filmclub
Fondazione Belga WIT
Fondazione llse Waldthaler
forum delle donne
Gruppo d'iniziativa per una Chiesa più
umana
Heimatpflegeverband
IMM/Iniziativa Mobilità Merano
Katholischer Familienverband
Comitato pari opportunità
Lia per natura y usanzes
Mehr Demokratie e.V.
OEW Organizzazione per Un mondo solidale
Piattaforma Pro Pusteria
SGB/CISL
sh/asus associazione studenti/esse
sudtirolesi
Südtiroler Jugendring
Transitinitiative Sudtirolo
Gruppo ambientalista Bolzano
Gruppo ambientalista Val Venosta
Gruppo ambientalista Appiano
Gruppo ambientalista Salorno
Gruppo ambientalista Val D’Ultimo
Centro Tutela Consumatori/CTCU
VKE
WWF
Merano
La tempistica dell'iniziativa popolare 2007
"Una legge migliore sulla democrazia diretta"
- Entro il 20 febbraio 07 valutazione dell'ammissibilità della richiesta di referendum da parte del collegio dei tre giudici come stabilito dalla legge vigente scelti ad estrazione;
- Se la richiesta viene giudicata ammissibile la campagna di raccolta delle 13.000 firme parte l'8 marzo e deve concludersi in modo che le firme possano essere presentate entro l'8 giugno;
- giugno 2007 valutazione sulla procedibilità verso il voto referendario;
- Se tale procedibilità viene attestata in base al sufficiente numero di firme raccolte da luglio fino alla fine dell'anno 2007 il Consiglio provinciale ha modo di trattare il disegno di legge presentato;
- Se la proposta referendaria non viene tradotta in legge, dopo la sospensione di ogni atto riguardante il referendum 12 mesi prima e 6 mesi dopo il voto elettorale provinciale del 2008, la proposta verrà presentata al voto dei cittadini a livello provinciale in maggio/giugno o al massimo in autunno 2009.
- Nella votazione decide la maggioranza dei votanti se avrà partecipato almeno il 40% degli aventi diritto al voto.
Vogliamo una legge sulla democrazia diretta con regole buone, ben applicabili e accessibili per i cittadini
La democrazia Diretta in Alto Adige parte, ma ... con il freno a mano tirato!
Scaricate il volantino e diffondetelo!!!

Il 13 luglio 2005 sono state consegnate 29 rose appassite ai Consiglieri provinciali che hanno deliberato la proposta SVP e 5 rose fresche ai Consiglieri che hanno sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare.
Un biglietto legato alle rose appassite recava il seguente testo:
"Grazie per la legge sulla democrazia diretta ... ma una legge come questa non può far fiorire la partecipazione politica delle cittadine e dei cittadini. Così consegnamo solo una rosa appassita.
Consideriamo questa legge come una dichiarazione di sfiducia nei confronti dei cittadini. Perciò la prossima volta ci rivolgeremo direttamente alle cittadine e ai cittadini.
Il Comitato dei Promotori
Vogliamo una legge che garantisca una migliore applicazione della democrazia diretta!
Il comportamento degli organi di governo provinciale mostra che sempre più spesso la volontà della cittadinanza è poco considerata nell’attuale contesto politico alto-atesino. Ogni cinque anni abbiamo la “possibilità” di eleggere i rappresentanti del consiglio provinciale; purtroppo durante l’intero mandato di governo i politici possono agire secondo i propri interessi senza sentirsi in obbligo di interpellare i cittadini sulle loro esigenze né di prendere atto delle loro opinioni. Questo comportamento è risultato evidente soprattutto nel loro intento di realizzare grandi progetti, come per esempio per quanto riguarda l’aeroporto di Bolzano, il tunnel del Brennero, le vie di comunicazione in val Pusteria e val Venosta, le nuove terme di Merano e la collina Pasquali, solo per citare alcuni esempi. Teoricamente la popolazione avrebbe gli strumenti e la possibilità di far valere la propria opinione attraverso la votazione su una iniziativa legislativa popolare.
Il 15 dicembre 2005 è entrata in vigore una legge provinciale che ridefinisce i rapporti di partecipazione politica popolare in Alto Adige. Questo èun primo successo della nostra campagna per più democrazia, frutto di un’attività e di un impegno decennali. La stupefacente novità di questa legge consiste nel fatto che per la prima volta gli aventi diritto al voto hanno la possibilità di esercitare in prima persona un attivo potere legislativo (ciò significa che in un referendum lei può partecipare con il suo voto alla decisione su una proposta di legge presentata da concittadini). Fa parte invece di una realtà conosciuta fin troppo bene il fatto che la legge in questione regola questi diritti in modo talmente restrittivo che possono a malapena essere esercitati e resi effetivi. Un’applicazione di questi diritti è eccessivamente impegnativa. In fin dei conti però la legge dà la possibilità a noi cittadini di decidere come vorremmo esercitare ed applicare a livello pratico il nostro diritto alla democrazia diretta, per fare questo però devono essere superati grandi ostacoli. Ora quindi spetta a noi accettare la sfida.
La nostra associazione ha deciso di sfruttare immediatamente, ancora entro l’attuale legislatura, questa possibilità, con l’intenzione di lanciare la proposta per una legge sulla democrazia diretta ben applicabile ed utile, questa volta con la possibilità di arrivare ad un referendum a livello provinciale nell’anno 2009. (il 200esimo giubileo delle lotte di liberazione alto-atesine!)
Il nostro direttivo ha incaricato un gruppo di lavoro con il compito di apportare ulteriori miglioramenti alla proposta di legge già presentata nel 2003 sotto forma di iniziativa popolare al Consiglio provinciale dall’Iniziativa per piùdemocrazia. Queste modifiche sono state presentate il 10 giugno in una conferenza appositamente organizzata per sottoporle ai soci e a tutti gli interessati per eventuali modifiche o conferme.
Può trovare ulteriori dettagli sotto iniziativa popolare. (Documento Word, 35 Kb)
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