Comunicati stampa
15.04.2002 - dirdemdi.org
Documento per la presentazione del disegno di legge provinciale sulla democrazia diretta in Alto Adige da parte dell'Iniziativa per più democrazia
Quando le cittadine e i cittadini si prendono cura della democrazia ...
7 anni dopo un primo tentativo di introdurre con due proposte di legge di iniziativa popolare a livello provinciale e comunale il diritto referendario vincolante propositivo, l'Iniziativa per più democrazia presenta ora una proposta di legge integrale per istituire e per regolamentare i principali strumenti di democrazia diretta. Ciò avviene con una fondamentale differenza rispetto ad allora: la base costituzionale, che allora era del tutto incerta, adesso è del tutto chiara. I diritti per la partecipazione politica diretta delle cittadine e dei cittadini sono previsti dallo Statuto di autonomia riformato e il Consiglio provinciale ha il compito di attuarli con legge provinciale.
L'Iniziativa per più democrazia presenta così un elaborato legislativo che determina le modalità della democrazia in Alto Adige per quanto riguarda l'esercizio diretto del potere da parte delle cittadine e dei cittadini. In questo lavoro si è orientato in base alle regolamentazioni più avanzate della democrazia diretta in Svizzera, in Germania e in Italia. Si trattava di dare corpo alle due funzioni basilari del diritto referendario che contraddinstinguono la democrazia diretta:
I. Il diritto all'iniziativa quale diritto delle cittadine e dei cittadini di presentare essi stessi proposte di legge e di decidere su queste in votazioni referendarie. Questo diritto viene applicato in riferimento a leggi, norme di attuazione di leggi e atti amministrativi. Punto determinante del regolamento è che il Consiglio provinciale possa presentare alla votazione referendaria un proprio controprogetto. Questo elemento da una parte rafforza e rivaluta il Consiglio, dall'altra comporta per i cittadini e le cittadine la possibilità di una scelta più differenziata.
II. Il diritto al referendum quale diritto di controllare l'attività legislativa parlamentare, avendo modo di portare al voto referendario una legge (atto amministrativo) deliberata prima che questa entri in vigore. Nel caso specifico dell'Alto Adige, per via di un accumulo eccezionale di potere della Giunta provinciale, è stato necessario prevedere l?applicabilità di questo diritto anche nei confronti del potere esecutivo, in modo specifico con il referendum finanziario e amministrativo.
Oltre a ciò il disegno di legge regola il diritto alla petizione, il diritto di indirizzo (proposta di legge di iniziativa popolare ) e il diritto di consultazione (referendum consultivo).
I procedimenti sono stati sviluppati secondo il criterio della buona applicabilità:
- il numero delle firme necessario è collocato nell'ambito delle percentuali dell'1-2,5 % degli aventi diritto al voto, usuali sia in Italia che in Svizzera e previsto peraltro dallo stesso Statuto di autonomia per il referendum confermativo;
- come in genere, quando sono le cittadine e i cittadini stessi a elaborare e introdurre le regole per la democrazia diretta, anche noi prevediamo che sia la maggioranza di coloro che partecipano al voto a decidere. Anche questa disposizione la troviamo già prevista nello Statuto di autonomia in riferimento al referendum confermativo;
- in più è stata introdotta tutt'una serie di clausole di garanzia per garantire un'applicabilità valida e giustificante, leale, transparente e a pari diritto per le cittadine e i cittadini: il diritto dei proponenti di potersi avvalere di una consulenza giuridica e di un rimborso spese, a un'informazione oggettiva garantita istituzionalmente per degli aventi diritto al voto, all'impiego equo di mezzi pubblici utilizzati per propagandare una posizione e alla trasparenza riguardante il finanziamento delle campagne referendarie.
L'Iniziativa desidera ora dare il via alla pubblica discussione del suo disegno di legge per mezzo di un proprio giornale, di un proprio sito internet (www.dirdemdi.org) e di un forum di dibattito nel sito stesso.
Grazie ai numerosi contatti avuti con le diverse organizzazioni, saranno soprattutto esse che esamineranno la proposta, la discuteranno assieme al gruppo di lavoro dell'Iniziativa e avanzeranno le proprie proposte.
Anche a livello politico istituzionale è stato dimostrato interesse: la Commissione speciale del Consiglio provinciale intende udire il gruppo di lavoro dell'Iniziativa. Al fine di approfondire singoli aspetti centrali delle regole di procedimento per la democrazia diretta, l'Inizativa ha in progetto per l'anno corrente un simposio internazionale e vuole inoltre presentare in numerose manifestazioni a livello comunale il disegno di legge e avviare una discussione in merito con le cittadine e i cittadini interessati.
In questo modo l'Iniziativa accenna a praticare quel procedimento partecipativo che sarebbe opportu-no introdurre in occasione della ridefinizione delle regole della democrazia in Alto Adige e che includerebbe l'intera popolazione.
La democrazia ha bisogno di tempo, tempo per maturare, tempo per far partecipare tanti uomini e donne. L'Iniziativa non vuole stringere i tempi ma lascia che maturi il tempo per una nuova proposta di iniziativa popolare con la quale si può investire il Consiglio provinciale di trattare la materia. Per l'Iniziativa è di primaria importanza la discussione e la diffusione di conoscenze che riguardano il lato diretto della democrazia, lato ancora quasi sconosciuto in Alto Adige. Solo così in Alto Adige potrà veramente avere inizio una nuova era di democrazia
Bolzano, 15 aprile '02
per il direttivo dell'Iniziativa per più democrazia
Stephan Lausch
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