Comunicati stampa
23.09.2002 - dirdemdi.org
Col referendum non si gioca!
Presa di posizione sul referendum a Bolzano su Piazza della Pace
L'Iniziativa per più democrazia non è felice che si sia arrivati al punto dove una maggioranza della cittadinanza debba imporre in un voto di netta contrapposizione il proprio valore simbolico della piazza a una minoranza.
Un aspetto positivo del referendum è invece il fatto che ha suscitato innumerevoli discussioni tra i cittadini e ha portato alla luce atteggiamenti e posizioni che finora hanno agito in modo nascosto e rispetto ai quali ora si presenta la possibilità di rispondere senza pregiudizi. E si fa chiarezza: la cittadinanza e tutti coloro che in un modo o in un altro hanno fatto politica con la questione, sapranno finalmente come una maggioranza dei cittadini si pone rispetto al tema e ne dovranno tener conto.
Va esclusa categoricamente una modifica delle regole del gioco se è prevedibile un esito che non corrisponde alle aspettative della maggioranza del governo cittadino. In base allo statuto comunale l'esito del referendum è vincolante e non può essere reinterpretato come mero appuntamento consultivo. L'autonomia dei comuni sanzionata dalla Costituzione è ormai così ampia e consolidata da rendere possibile il determinare il carattere vincolante di votazioni referendarie con lo statuto stesso.
Alla maggioranza di governo va detto che ha perso un'occasione di particolare valore sociale con la quale si sarebbe potuto evitare un voto tra schieramenti di netta contrapposizione: Essa avrebbe potuto presentare alla cittadinanza, prima di decidere, la possibilità di indicare non solo se essa desideri modificare il nome, ma di scegliere anche tra una serie di nomi alternativi. Si sarebbe potuta evitare così la confrontazione e la cittadinanza sarebbe stata indotta a eliminare insieme e in modo creativo l'elemento di irritazione.
Così si può solo sperare che si faccia tesoro di questa esperienza e che in futuro su questioni importanti o delicate si voglia stimolare nella cittadinanza un processo di formazione di opinione e di farla partecipare direttamente alla ricerca di una decisione valida. Ai cittadini e alle cittadine l'Iniziativa invece rivolge l'invito di non lasciare ai partiti politici l'uso degli strumenti di democrazia diretta. Si potrà evitare così in molti casi un uso strumentale.
L'Iniziativa non vuole dare nessuna indicazione di voto. Ammonisce però di non farsi indurre alla tentazione di utilizzare il quorum di partecipazione come possibilità di determinare l'esito del voto con una sollecitazione a disertare le urne. Chi non intende partecipare alla votazione deve sapere che deciderà anche in questo modo l'esito e che rischierà di vedersi poi vittima del proprio atteggiamento. L'Iniziativa chiede in merito di riconsiderare il quorum di partecipazione in quanto si tratta di un elemento antidemocratico che invita al boicottaggio della partecipazione alla discussione e al voto. Nei confronti delle cittadine e dei cittadini l'Iniziativa esprime il desiderio che siano in molti a recarsi alle urne e che si affermi così il valore del referendum come strumento di partecipazione civica.
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